Il Tar di Sicilia accoglie il ricorso dell'Aiop

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cittadiniCittadini: "Piena soddisfazione per la sentenza del Tar."

Abbiamo registrato, non senza soddisfazione, che la sez. III del TAR Sicilia - Palermo, con sentenza n. 150/2015, ha accolto il ricorso presentato dall’AIOP Sicilia, finalizzato all’annullamento del Decreto dell’Assessorato regionale della Salute n. 678/2014, con il quale era stato approvato il “Programma Operativo di Consolidamento e Sviluppo delle misure strutturali e di innalzamento dei livelli di qualità del sistema sanitario regionale per il triennio 2013-2015. La decisione del TAR attesta la irragionevolezza ed illegittimità delle scelte adottate dall’Assessorato regionale della Salute, con riferimento alla programmazione dei posti letto per acuti. E' stata, in particolare, dimostrata la correttezza della tesi, che l'Aiop ha, sempre, sostenuto, che la rete ospedaliera deve tenere conto dei posti letto per acuti realmente attivati e che, ad oggi, la Regione Sicilia rispetta, sostanzialmente, lo standard nazionale di 3 posti letto per acuti ogni mille abitanti, fissato dall’art. 15 comma 3 lett. c della L. n. 135/2012.

Un risultato che si è ottenuto, anche, grazie al contributo delle strutture private accreditate, che, negli anni 2007/2009, per consentire alla Regione di rispettare quanto contenuto nel Piano di rientro e non essere commissariata, ha rimodulato, spontaneamente, oltre 500 posti letto per acuti in post acuti, con grande senso di responsabilità.
Il TAR Sicilia ha acclarato la veridicità e la correttezza della doglianza, più volte sollevata, in sede di contraddittorio con l’Amministrazione e con le Istituzioni tutte, finalizzata a denunciare la circostanza che il Programma di riduzione dei posti letto, impostato dalla Regione sulla base dei posti letto programmati, e non su quelli attivati, si basava su un presupposto errato, e che, in tal modo, si sarebbe sovvertito lo spirito della legge. I posti letto pubblici, peraltro, per delle bizzarre alchimie, sarebbero, incomprensibilmente, aumentati da 10.708 sino a 11.187, anziché diminuire, mentre i posti letto del privato sarebbero stati ridotti, illegittimamente, atteso anche che il dettato della legge prevede che la, eventuale, riduzione dei posti letto, qualora necessaria, è a carico dei presidi ospedalieri pubblici per “una quota non inferiore al 50% del totale”.
È stato, altresì, rilevato che una siffatta, immotivata, determinazione avrebbe prodotto un grave e ingiustificato danno per l'offerta sanitaria regionale che, da anni, le strutture private accreditate garantiscono ai siciliani, con strutture e servizi di qualità. Il Tribunale amministrativo, nel ritenere fondate le nostre motivazioni, ha, di fatto, “costretto” la Regione a rivedere la programmazione.
Mi auguro, pertanto, che questa pronuncia ed il chiaro contributo che la stessa fornisce, riguardo alla interpretazione della normativa di riferimento, possano costituire presupposto e nuova base per la Programmazione della rete ospedaliera siciliana, affinché questa possa essere, finalmente, impostata su una reale e virtuosa sinergia, tra Amministrazione e operatori del settore, ed abbia come unico obiettivo, diversamente da quanto accaduto finora, quello di garantire ai pazienti un Sistema Sanitario Regionale efficiente e di qualità, indirizzando, correttamente, la Programmazione annunciata, in questa giorni, dal nostro Assessorato regionale della sanità.
Ritengo che questa sentenza rappresenti un indiscutibile successo dell’Associazione, ma direi, soprattutto, il trionfo della legalità e del rispetto delle regole, che l’Aiop, da sempre, sostiene.
In questo difficile e complesso momento storico, caratterizzato da una crisi sociale ed economico finanziaria, senza precedenti, che rende necessari ed improcrastinabili cambiamenti strutturali, anche, del sistema produttivo e di quello del welfare, l’Aiop, pur ritenendo di dovere svolgere il suo ruolo, in termini di responsabilità sociale, non può, però, consentire che ciò avvenga senza memoria storica, né rispetto di una doverosa equità di sistema, a causa di anacronistici pregiudizi, di natura culturale, ed in base ad una interpretazione strumentale delle norme, utilizzate, sovente, in chiave “antiprivato”. Un privato che, negli anni, ha, invece, dimostrato di essere una parte determinate ed integrante dell’intero sistema sanitario ed economico del Paese.
L’Aiop Sicilia, al riguardo, ha sempre dichiarato di essere pronta e disponibile a fornire il proprio contributo, finalizzato all’efficientamento del S.S.R., anche a costo di sacrifici, ma a condizione che la riorganizzazione della rete ospedaliera venga pensata e realizzata in base ad un progetto, chiaro, trasparente e paritario. Ma, soprattutto, senza pregiudizi, privilegi o rendite di posizione per nessuno, né pubblico, né privato.
La “cultura della responsabilità”, che ispira le scelte dell'Aiop, è stata e sarà stimolo e supporto per le aziende associate, nella convinzione che si debba, sempre, operare in un contesto di rispetto delle regole, trasparenza delle scelte e correttezza dei comportamenti.
Noi imprenditori della sanità abbiamo dimostrato di sapere affrontare i cambiamenti ed i sacrifici di natura economica ed organizzativa. E continueremo a farlo. Ma non per questo cadremo in facili ottimismi. Sappiamo che non sarà semplice e che il percorso sarà impervio ed irto di ostacoli. Noi vigileremo e terremo la barra a dritta a difesa dei nostri legittimi diritti.
Se il progetto di riorganizzazione e rifunzionalizzazione della rete regionale sarà condivisibile, in termini di equilibrio di sistema e di rispetto delle norme, guidati da quel sano ottimismo che deriva dalla forza della ragione e convinti, come lo era Winston Churchill, che “il pessimista vede difficoltà in ogni opportunità, mentre un ottimista vede opportunità in ogni difficoltà”, trasformeremo, ancora una volta, l’esigenza di un cambiamento reale in una opportunità per contribuire a migliorare il sistema sanitario del Paese, del quale ci sentiamo parte integrante e attori protagonisti.”

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